Dopo la Cassazione sulla TUN: cosa cambia per chi ha un danno neurologico da trauma

Un paziente esce da un incidente stradale con una lesione del plesso brachiale. Oltre alla perdita di forza, convive con dolore urente e ipersensibilità al tatto. La CTU quantifica l’invalidità soprattutto sul deficit motorio: la componente dolorosa neuropatica, spesso la più invalidante nella vita quotidiana, entra in modo marginale — se entra.

Fino a poco tempo fa questa sottostima poteva essere corretta, almeno in parte, dal giudice attraverso le tabelle di Milano. Con la Cassazione, sez. III, 7 aprile 2026, n. 8630, quel margine si restringe.
Cosa ha deciso la Cassazione

La sentenza stabilisce che la Tabella Unica Nazionale (DPR 12/2025, attuativo dell’art. 138 Cod. Ass.) si applica in via generalizzata, anche a casi fuori dal suo perimetro naturale — sinistri anteriori al 5 marzo 2025, danni non da circolazione né da responsabilità sanitaria. Chi vuole scostarsene deve motivare con circostanze “del tutto peculiari”: è, di fatto, un congedo dalle tabelle di Milano.

Perché tocca proprio il danno neurologico

La TUN funziona a punto variabile: presuppone che la percentuale di invalidità di partenza sia corretta. Ma per un danno neurologico da trauma, quella percentuale è spesso il punto debole — non della tabella, ma della diagnosi a monte. Un’elettromiografia normale documenta le fibre di grosso calibro, non le piccole fibre, quelle che producono bruciore e ipersensibilità. Per documentarle servono biopsia cutanea, quantitative sensory testing, questionari come il DN4 — strumenti poco richiesti nella prassi corrente.

L’aumento fino al 30% previsto dall’art. 138 co. 3 per aspetti dinamico-relazionali interviene a valle: presuppone che il danno sia già stato rilevato. Non ripara una percentuale bassa perché nessuno ha cercato la componente neuropatica.

Il punto decisivo si sposta indietro

Con la Cassazione che rende la TUN più vincolante, lo spazio per correggere in giudizio una valutazione carente si riduce. Il momento che conta davvero non è più la liquidazione, ma l’accertamento: quali esami si richiedono, e quando.

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