Ci sono dolori che fanno notizia.
Ci sono dolori che diventano battaglie collettive.
Ci sono dolori che fanno paura.
E poi c’è il dolore che non esiste per nessuno.
Non perché non sia reale.
Ma perché non è conveniente riconoscerlo.
Il dolore neuropatico è uno di questi.
Un dolore che non si può mostrare, perché non sanguina.
Un dolore che non si può curare facilmente, perché la scienza fatica a comprenderlo.
Un dolore che non si può accettare, perché mette in discussione la nostra idea di benessere, produttività, normalità.
Viviamo in un tempo che rifiuta il dolore senza redenzione.
Il dolore accettabile è quello che si supera, quello che insegna una lezione, quello che ci rende più forti.
Ma il dolore che non se ne va?
Il dolore che non migliora, che spezza ma non insegna, che esiste e basta?
Di quello non sappiamo che farcene.
E allora lo neghiamo. Lo nascondiamo. Lo lasciamo fuori dalle leggi, dalle cure, dalle coscienze.
Ma il dolore che non si vede non smette di esistere.
Esso continua a lacerare chi lo porta dentro.
E ogni volta che scegliamo di ignorarlo, ne diventiamo complici.
Quando sarà il momento di riconoscerlo?
Quando il mondo sarà pronto ad ammettere che ci sono sofferenze che non servono a nulla, ma che per questo non valgono di meno?
Segui Nevra sui social per scoprire in anteprima tutte le nostre future iniziative.